mercoledì 27 giugno 2018

Usura bancaria, per la Cassazione l’inchiesta non va archiviata

di Edoardo Amato 27 giugno 2018
TERAMO. Il pubblico ministero aveva presentato la richiesta di archiviazione e il gip l’aveva accolta. Sembrava dunque finita in un nulla di fatto l’inchiesta su una presunta usura bancaria da parte della Bnl, avviata in seguito alla denuncia di un’imprenditrice teramana che sosteneva di aver dovuto pagare tassi di interesse superiori alla soglia di legge per l’accensione di due mutui ipotecari.

L’imprenditrice però ha presentato un ricorso in Cassazione contro il decreto di archiviane e la seconda sezione penale della Suprema corte, presieduta dall’ex pm di Mani pulite Piercamillo Davigo, le ha dato ragione annullando senza rinvio il provvedimento del gip di Teramo e disponendo «la trasmissione degli atti al tribunale per l’ulteriore corso».

L’imprenditrice che aveva presentato la denuncia circa il presunto tasso di interesse usurario applicato dalla banca si era basata su un perizia – redatta da Gennaro Baccile, presidente onorario dell’associazione Sos Utenti – secondo la quale la banca aveva erroneamente conteggiato il tasso di mora con la conseguenza che nel complesso il tasso di interesse pagato dalla donna sarebbe stato superiore alla soglia di legge.

Nel corso delle indagini il pm aveva disposto un’altra perizia che aveva invece escluso l’usura bancaria e per questo motivo aveva chiesto l’archiviazione. La denunciante si era opposta, chiedendo al gip ulteriori indagini, anche sulla base della perizia di parte che attesterebbe l’effettivo superamento del tasso soglia, ma il giudice rileva che tale perizia «non è sta prodotta né nel corso delle indagini preliminari né in sede di opposizione alla richiesta abdicativa».


domenica 24 giugno 2018

Crac BPVi e Veneto Banca, Elio Lannutti (Adusbef e M5S): miliardi di € di utili per Intesa Sanpaolo

Crac BPVi e Veneto Banca, Elio Lannutti (Adusbef e M5S): miliardi di € di utili per Intesa Sanpaolo:

Pubblichiamo l'estratto dell'intervento alla discussione sul Def in Aula al Senato il 19 giugno 2018 del Senatore Elio Lannutti (M5S), giornalista, saggista e politico italiano, dal 1987 presidente dell'Adusbef (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari, Finanziari, Assicurativi) da lui stesso fondata. Il nostro commento è: ha pienamente ragione.

 Le banche - dice infati Lannutti -, sussidiate dal governo Gentiloni con 20 mld di euro, circa 12 di garanzie statali a Intesa Sanpaolo, 5 mld cash per il regalo delle venete Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, Gacs e sconti fiscali come premio per aver espropriato, col concorso di Bankitalia 500.000 famiglie azzerate dei loro risparmi, hanno conseguito circa 14 mld di utili nel 2017.


venerdì 22 giugno 2018

Usura: le Sezioni Unite sulla commissione di massimo scoperto

Emanata la sentenza della Cassazione che stabilisce la rilevanza della CMS prima dell'entrata in vigore dell'art. 2-bis d.l. n. 185/2008 ai fini del superamento del tasso soglia dell'usura

di Valeria Zeppilli – Lo scorso 20 giugno le Sezioni Unite civili della Corte di cassazione hanno emanato la tanto attesa pronuncia con la quale hanno chiarito la rilevanza da dare alla commissione di massimo scoperto agli effetti del superamento del tasso soglia dell'usura prima dell'entrata in vigore dell'articolo 2-bis del decreto legge numero 185/2008. Si tratta della sentenza numero 16303/2018 qui sotto allegata, con la quale è stato finalmente risolto il contrasto interpretativo che si era sviluppato sul punto nel mondo bancario.

Il contrasto interpretativo

Alla base della "chiamata" delle Sezioni Unite vi erano, nel dettaglio, le opposte posizioni assunte dalla seconda sezione penale e dalla prima sezione civile della Corte di cassazione.
La prima, infatti, riteneva che ai fini del superamento del tasso soglia dell'usura rilevassero tutti gli oneri che i clienti sopportano in ragione dell'uso del loro credito e, quindi, anche la commissione di massimo scoperto.
Per la prima sezione civile, invece, per il periodo antecedente all'entrata in vigore dell'articolo 2-bis del decreto legge 185 la verifica del superamento del tasso soglia dell'usura presunta doveva prescindere dalla CMS.

Cms: la soluzione delle Sezioni Unite


Dopo aver dato conto di tali orientamenti, all'esito di una lunga e articolata motivazione, i giudici supremi hanno affermato che, con riferimento ai rapporti svoltisi prima dell'entrata in vigore della predetta disposizione, la verifica del superamento del tasso soglia dell'usura presunta va eseguita comparando, separatamente, il tasso effettivo globale d'interesse praticato in concreto con il tasso soglia e la commissione di massimo scoperto eventualmente applicata con la CMS soglia, da calcolare aumentando della metà la percentuale della CMS media indicata nei decreti ministeriali emanati ai sensi dell'articolo 2, comma 1, della legge numero 108/1196. Fatta questa operazione, per le Sezioni Unite, va poi compensato l'importo della eventuale eccedenza della commissione di massimo scoperto in concreto praticata con quello della commissione di massimo scoperto rientrante nella soglia, con il margine degli interessi che sia eventualmente residuato e che è pari alla differenza tra l'importo rientrante nella soglia di legge e quello degli interessi praticati concretamente.

giovedì 21 giugno 2018

Il costo promesso per l’estinzione anticipata del mutuo si computa ai fini usura

Il costo promesso per l’estinzione anticipata del mutuo si computa ai fini usura


Tribunale di Chieti, 13 giugno 2018 - G.U. Valletta
segnalato da: Avv. Dario Nardone
Il costo promesso per l’estinzione anticipata del mutuo, eventuale ma potenzialmente verificabile, risponde ai presupposti perché debba soggiacere alla normativa antiusura in quanto: è un costo, futuro ed eventuale, che la parte finanziata ha promesso di pagare all’intermediario; è un costo collegato alla erogazione del credito; è un costo che non consiste in una imposta o tassa da pagare.



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